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Linee pulite
La carrozzeria, fedele nelle proporzioni, restituisce le forme pulite dell’Alfasud originale: l’andamento sfuggente del cofano, tetto arcuato e coda tronca sono scolpiti con mano sicura, senza esagerazioni. I fari anteriori, incastonati in una mascherina nera, sono resi con inserti trasparenti e con un buon dettaglio della parabola interna, mentre gli indicatori di direzione arancioni appaiono ben rifiniti. Paraurti e specchietti laterali neri, tipici dell’epoca, sono opachi al punto giusto.
Dettagli di stile
I cerchi sono perfettamente proporzionati e montano pneumatici in vera gomma. Degne di nota le griglie laterali per il deflusso dell’aria sul montante posteriore, riprodotte finemente, un piccolo dettaglio spesso trascurato nei modelli in scala. La targa riporta un numero compatibile con il periodo storico e la scritte posteriori, ben leggibili anche a distanza ravvicinata, completano la fedeltà d’insieme.
L’abitacolo
Attraverso i finestrini di plastica sottile, montati a filo con la carrozzeria come sull’auto vera, si intravede un abitacolo sorprendentemente accurato: si notano chiaramente il quadro strumenti a doppia palpebra, le bocchette d’aerazione e il volante con il logo Alfa al centro.
Elementi distintivi
I sedili anteriori presentano cuciture in rilievo e poggiatesta separati. La leva del cambio e il freno a mano, riprodotti con rigore, insieme ai pannelli porta con maniglie e alzacristalli, esprimono l’attenzione al dettaglio. Un modello importante per chi colleziona le stradali italiane. Compagna fedele di intere generazioni racconta quella vita fatta di strade provinciali e code al casello di chi si fidava del 1.2.


