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Aerodinamica anni 70
Esteticamente, oltre al rosso lucido, l’occhio cade sulla muscolatura del modello: passaruota allargati, carreggiate generose, spoiler anteriore pronunciato e un alettone posteriore XXL. Il frontale offre una precisa ricostruzione della calandra nera con al centro la scritta “Fiat Abarth” ben leggibile tra le coppie di fari realizzate, come sempre, con buona trasparenza. Il cofano evidenzia, attraverso dettagli come prese d’aria e ganci di chiusura, l’indole sportiva senza compromessi. Osservando il modello lateralmente è impossibile non soffermarsi sui particolari cerchi e pneumatici bicolore, il tutto ben misurato per replicare l’assetto piantato e aggressivo dell’esemplare reale.
Un esperimento per intenditori
Non sono previste aperture, ma la vista dell’interno, grazie alle superfici trasparenti, è ampia: non c’è nulla di superfluo come su ogni prototipo che si rispetti, il roll-bar è proporzionato e protegge i sedili avvolgenti con cinture Sabelt in evidenza. La plancia mantiene l’impostazione di base della 131, ma l’atmosfera è quella di una vettura laboratorio. A livello di collezionismo non è l’Abarth più famosa, ma per chi colleziona passaggi tecnici fondamentali è un modello da esporre con orgoglio in scuderia: rara, sperimentale, figlia di un’epoca irripetibile. Tre le versioni già disponibili sul sito del produttore (www.carmodel.com) a 164,00 euro.


