
Raid dell’Etna 2026, al via la ventottesima edizione
17 Settembre 2026

Il Revival veste italiano
Dalla prima edizione del 1998, salvo il 2020, il Revival ha conservato la stessa ricetta: auto e moto storiche, ex campioni, abiti d’epoca, musica dal vivo e un’atmosfera rigorosamente british. Nel 2026 oltre 150 mila spettatori hanno affollato l’impianto, immersi in scenografie italianeggianti e proposte gastronomiche tricolori. Il tema di quest’anno è stato infatti “La Dolce Vita”, scelto per celebrare gli 80 anni della Vespa e il centenario dell’attività agonistica Maserati. Protagonista anche una grande parata con oltre 300 Vespa di ogni epoca, affiancate da Lambrette, simbolo della cultura Mod londinese. Le star presenti spaziavano da Sir Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi, Derek Bell, Dario Franchitti ed Emanuele Pirro a Jenson Button, Jason Plato e Jimmy Johnson.
Dalle qualifiche al gran finale
Ogni giornata ha avuto il suo momento iconico. Le attività in pista iniziavano alle 8 con il passaggio degli Spitfire, decollati dall’aerodromo di Goodwood. Tra le celebrazioni, la sfilata per l’ottantesimo della Vespa e quella per i 60 anni dalla storica tripletta Ford GT40 alla 24 Ore di Le Mans del 1966, con le tre vetture originali riunite sulla pista, una delle quali guidata dal nove volte vincitore Tom Kristensen. Omaggi anche a Sir Jack Brabham e alle sue monoposto e alla Maserati con diversi esemplari da corsa in pista. Il venerdì, dedicato soprattutto alle qualifiche, si è chiuso con lo Stirling Moss Memorial Trophy: 60 minuti per GT sopra i tre litri a carrozzeria chiusa pre-1963, vinti dalla Ferrari 250 GT SWB di Alexander Van der Lof e Yemer Buurman. Il sabato è stato un susseguirsi di gare: nel Goodwood Trophy ha trionfato Mark Gillies su ERA A-type R3A, mentre la Lavant Cup è andata alla Maserati 250S di Richard Wilson. Nel Barry Sheene Memorial Trophy, riservato alle moto 500 cm³ pre-1960, successo per la Vincent Black Shadow dell’equipaggio Booth-Amos e Kingham. Sono inoltre tornati il Brooklands Trophy, per le auto anteguerra, e lo St. Mary’s Trophy, una delle sfide più spettacolari del weekend: Mini Cooper S, Lotus Cortina, BMW 1800 TI/SA, Alfa Romeo Giulia GTA, Jaguar Mk2, Ford Galaxie e Plymouth Barracuda si sono date battaglia senza risparmiarsi mandando in delirio il pubblico. Domenica è arrivato il clou con il RAC TT Celebration, vinto da André Lotterer su Jaguar E-Type “Low Drag” Coupé. Il titolo di “Driver of the Meeting”, accompagnato da un Rolex Perpetual 1908 inciso, è andato a Joe Colasacco. La novità più curiosa del 2026 è stata la chiusura anticipata alle 17.30 di domenica. Terminato il RAC TT Trophy, il duca di Richmond ha infatti trasformato la pista da gara in una pista da ballo: il pubblico è sceso sulla griglia di partenza per ballare sulle note del cantante americano Dandy Wellington e della sua jazz band, tra torta e vino bianco.
La magia continua
Dopo quasi trent’anni, il Goodwood Revival resta uno degli appuntamenti simbolo del motorismo storico: meno “formale” della nostra Mille Miglia e capace di unire rigorosa ricostruzione e divertimento. Si viene anche per vestirsi come negli anni 40, 50 e 60, privilegiando capi vintage e di seconda mano. “Revive and thrive” è stato lo slogan 2026, un invito al riuso, alla riparazione e alla tutela dell’artigianato tradizionale. Tra stand sartoriali, saloni beauty d’epoca e l’area “Over the Road”, con luna park vintage, negozi e memorabilia, il Revival è molto più di una gara. È un’esperienza immersiva che, una volta vissuta, lascia soprattutto una voglia: tornare. L’appuntamento 2027 è fissato dal 17 al 19 settembre.


