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Sprint
Prodotta nel dicembre del 1989 come versione sportiva della 200 in versione berlina quattro porte, la “Sprint” era disponibile in tre colori pastello: bianco, rosso o nero, mentre i copricerchi integrali erano sempre bianchi. Si distingueva esternamente anche per lo spoiler anteriore in tinta con la carrozzeria e quello posteriore di colore nero, per il logo “Sprint” sui parafanghi posteriori e sul bagagliaio e per le strisce adesive laterali, bianche o rosse. Particolari i vetri oscurati color bronzo, mentre in comune ad altre versioni erano le maniglie delle portiere, le calotte degli specchietti, la griglia e i paraurti in tinta con la carrozzeria. Nonostante l’unico motore disponibile fosse l’1.6 benzina aspirato da 83 CV, non certo un fulmine, questa serie speciale era equipaggiata con un assetto ribassato, mentre gli interni erano caratterizzati da sedili sportivi e rivestimenti di velluto “Sculptured Velvet” con profili bordeaux. A completare l’allestimento, battitacco di acciaio e predisposizione per autoradio con 4 altoparlanti.
Special Edition
Prodotta nel 1994 con abbinamenti di colore differenti a seconda dei mercati, in Italia (ma anche in Francia) questa versione speciale della 200 cabriolet è stata commercializzata con carrozzeria di color British Racing Green e interni di pelle beige, mentre sul mercato britannico erano tre i colori disponibili: Rosso Nightfire, Blu Tahiti e Grigio Antracite. Per tutte, i paraurti e le calotte degli specchietti erano in tinta con la carrozzeria, c’erano finiture cromate su paraurti e modanature laterali e cerchi di lega da 15″ a sei razze. Curiosamente, nonostante la capote – ad azionamento elettrico – fosse solamente di colore beige, era possibile scegliere il copricapote anche di colore rosso. L’abitacolo, molto elegante, metteva insieme rivestimenti di pelle beige con cuciture marroni, inserti di legno sulla plancia e un’autoradio Rds con lettore di cassette e sei altoparlanti. A completare l’allestimento, un volante a tre razze dal disegno specifico e sedili anteriori sportivi. In Inghilterra e nei mercati nordeuropei il motore prescelto era l’1.6 da 122 CV, mentre in Francia esclusivamente l’1.4 da 103 CV.
Woodside
Prodotta nel 1995 in soli 350 esemplari, questa versione – disponibile solo per la cinque porte – si distingueva principalmente per gli interni, rivestiti di un tessuto realizzato in esclusiva, denominato “Renaissance”, mentre la carrozzeria si poteva scegliere di qualsiasi colore presente nel listino. Solo un discreto logo posizionato sul baule permetteva di riconoscerla, in quanto i cerchi di lamiera da 14” erano dotati di coperture di plastica integrali a 14 fori già presenti nel resto della gamma, così come le finiture cromate su paraurti e modanature laterali. L’allestimento interno prevedeva anche inserti di radica di noce su cruscotto e portiere, alzacristalli elettrici anteriori, predisposizione per autoradio, chiusura centralizzata con telecomando, vetri oscurati e battitacco di acciaio. Due i motori previsti: l’1.4 aspirato da 103 CV e l’1.8 turbodiesel da 86 CV.
Special Edition
Lanciata nel 1995 , questa versione era riservata alla coupé e solamente abbinata al 2.0 benzina aspirato da 136 CV. Anche il colore grigio antracite metallizzato era esclusivo, mentre altri elementi erano comuni alle coupé normali, come la griglia cromata, paraurti, spoiler e calotte degli specchietti in tinta con la carrozzeria e cerchi di lega a sei razze. La dotazione prevedeva anche il tetto apribile trasparente a due sezioni, specchietti retrovisori elettrici e riscaldabili e, all’interno, rivestimenti di pelle beige per i sedili, inserti di radica di noce su plancia e pannelli delle portiere, airbag conducente, Abs, alzacristalli elettrici, predisposizione autoradio con sei altoparlanti e battitacco in acciaio.
BRM
La più interessante tra le serie speciali della nuova 200 arriva nel 1998 e si fa sicuramente notare. Denominata BRM in omaggio alla storica scuderia inglese, ne riprendeva la livrea da corsa con l’unico colore previsto, un British Racing Green metallizzato con presa d’aria anteriore verniciata di arancione. Oltre agli specchietti retrovisori esterni e alle modanature laterali color alluminio, erano presenti loghi identificativi sui parafanghi anteriori e sul portellone posteriore; il pacchetto meccanico prevedeva cerchi di lega a sei razze da 16”, assetto ribassato con setup specifico delle sospensioni, cambio con rapporti accorciati e un differenziale Torsen. Il motore era l’1.8 VVC da 143 CV – lo stesso della MGF – che permetteva di toccare i 205 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. Originali e appariscenti anche gli interni, con pelle rossa e cuciture a rombi a donare un look sportivo Anni Cinquanta, rafforzato da inserti di alluminio su tunnel e plancia. Inizialmente era prevista la produzione di 500 esemplari, ma vista la richiesta, si arrivò a 1.109 unità.
Marine
Pochi mesi prima, era stata la “Marine” a essere introdotta sul mercato. Molto più discreta e disponibile in versione a tre o cinque porte, era virtualmente irriconoscibile dalle normali “200”, sia perché i colori erano gli stessi della gamma standard sia perché copricerchi e cerchi di lega provenivano anch’essi dal listino. L’abitacolo offriva inserti di radica di noce sulla plancia e – unico vero elemento distintivo – un’autoradio a cassette Rds con frontalino estraibile. La dotazione prevedeva, inoltre, airbag lato guida, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, servosterzo e antifurto. Ampia la scelta per i propulsori: la 214 da 75 CV oppure la 214 Si da 103 CV mentre i due motori turbodiesel equipaggiavano la 220 Di da 86 CV e la 220 SDi da 105 CV.
Sealine
Sempre nel 1998, viene introdotta anche la “Sealine”, apparentemente molto simile alla “Marine”, ma riconoscibile esternamente per il logo posizionato nella zona del portellone e per i cerchi di lega da 16” a 7 razze. Disponibile a tre o cinque porte, anche all’interno non presentava caratterizzazioni specifiche e quindi si ritrovavano gli inserti di radica di noce sulla plancia, tipici dello stile Rover, airbag lato guida, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata e servosterzo. Un “upgrade” rispetto alla sorella era lo stereo con lettore CD Sony, sempre con frontalino estraibile, mentre la gamma motori era la medesima, eccezion fatta per la versione meno potente dell’1.4, qui assente.
Heritage
A completare la nidiata di serie speciali lanciate nel 1998 c’era la “Heritage”, la più equipaggiata del lotto e disponibile esclusivamente nella versione a cinque porte. Anche qui solamente il logo permetteva di distinguerla dall’esterno; in aggiunta alla dotazione della “Sealine” c’erano climatizzatore, airbag anche per il passeggero e Abs. Per quanto riguarda i motori, due erano le possibilità: la 216 Si con il quattro cilindri benzina, aspirato, 16 valvole di 1.589 cc da 111 CV oppure la 220 SD con motore turbodiesel a iniezione diretta di 1.994 cm3 con 105 CV.
Classic Line
Nel 2001 la Rover decide d’introdurre una versione economica, ma con un buon equipaggiamento ed entra quindi in scena la “Classic Line”, con il motore dalla cilindrata più bassa, un quattro cilindri benzina, 16 valvole di 1,1 litri e 75 CV. Lanciata con lo slogan “Al prezzo di un’auto, ottieni una Rover”, era disponibile in entrambe le varianti di carrozzeria, con i colori degli esterni del listino normale, così come i copricerchi da 14” provenivano dalla gamma standard. A distinguerla, esternamente, solo il logo posizionato sul portellone e, proseguendo all’interno, le finiture di legno in questo caso di noce bruciato; erano anche presenti battitacco cromati all’altezza delle portiere anteriori.
Parkline
Il nome era già stato usato per una versione speciale della “75” e, siccome nel frattempo la 200 aveva assunto il nome “25”, si decise di “riciclarlo”. Prodotta nel 2004, quando la carriera si stava ormai per concludere, la “Parkline” era disponibile nelle versioni a tre o cinque porte in sette colori, tutti metallizzati: Argento Starlight, Nero Perla, Verde Arbour, British Racing Green, Blu Seafrost, Blu Royal e Rosso Nightfire. La dotazione prevedeva cerchi di lega da 15″, rivestimenti di pelle per sedili, pannelli delle portiere, volante e pomello del cambio, autoradio con lettore CD, quattro alzacristalli elettrici, specchietti retrovisori elettrici e riscaldabili, chiusura centralizzata. I motori disponibili erano l’1.4 16V da 103 CV e l’1.8 16V da 117 CV esclusivamente abbinato al cambio automatico a 6 marce Stepspeed. Le unità a gasolio, invece, erano entrambe di 2.0 litri, con 100 o 113 CV.
Donington
Prendeva il nome del famoso circuito inglese e sfoggia un look sportivo, anche se il motore era il tranquillo turbodiesel 2.0 Di da 113 CV. Questa versione speciale, sempre del 2004, era disponibile in entrambe le varianti di carrozzeria, in sette colori: due pastello, (Rosso Solare e Giallo Trofeo) e gli altri metallizzati (Grigio Xpower, Nero Perla, Argento Stellare, Blu Trofeo e British Racing Green). Oltre ai cerchi di lega da 17″ a 15 razze la caratterizzazione più evidente era quella degli interni con un’accattivante rivestimento misto pelle/Alcantara in quattro diversi colori abbinati alla tinta esterna (rosso, blu, verde e grigio) ed estesi anche a volante e cuffia della leva del cambio. La dotazione prevedeva anche fendinebbia, servosterzo, climatizzatore manuale, alzacristalli elettrici anteriori e chiusura centralizzata.
Platinum Edition
Si tratta dell’ultima serie speciale prodotta in assoluto dalla Rover, commercializzata nel 2005 con la possibilità di scegliere tra due varianti e due colori di carrozzeria, presi dalla gamma standard, “Argento Stellare” e “Nero Perla”. All’esterno erano presenti, sui parafanghi anteriori, i badge identificativi “Platinum Edition”, mentre l’abitacolo presentava rivestimenti di pelle nera per sedili, volante e pomello del cambio, inserti di radica di noce sulla plancia, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori elettore CD con comandi al volante. Tre i motori a disposizione: l’1.4 da 103 CV, l’1.8 da 117 CV e il 2.0 Di turbodiesel da 113 CV.


